New Strikers, The Songs Album, Alfa Music 2022

Dei New Strikers di Antonio Apuzzo ci siamo già occupati (https://www.romainjazz.it/recensioni/569-newstrikers-musiche-insane.html ) ma vogliamo dare l’informazione che ad ampliamento dell’album “Musiche Insane” esce una nuova edizione per ora digitale che prenderà vita a settembre nella forma del vinile (non altro meglio per ascoltare buona musica).

Vale quel che dicemmo a suo tempo su questo ensemble creativo e colto, musicisti che hanno molto da dire (è il caso d’usare il verbo: visto che s’aggiungono liriche di James Joyce, Dylan Thomas, Cesare Pavese, Jolanda Insana, Marta Colombo e dello stesso Apuzzo) e da suonare in un forte contemporary vicino al Free e non distante dal Prog (conosciamo i suoi profondi studi sui Gentle Giant, straordinaria band del rock progressive britannico degli anni 70).

Fraseggi emotivamente tesi, orchestrazione decisa e “implacabile” nel lunare newyorkese di cui si ascolta con coinvolgimento il Pathos ed il Melos, posto che l’Idea originaria di “Musiche Insane” viene assolutamente rispettata ed ancorata ad un veliero (quello della cover) a prua del quale il “pirata” Apuzzo scruta con intelligenza e curiosità il futuro di Blue Notes che, a nostro avviso, ben vedremmo in un’edizione teatrale con un proscenio onirico tra l’Espressionista e lo Psichedelico, poiché questi sono i riferimenti visivi che vengono agli occhi – del Logos e del Pathos – per questa performance plurilinguistica e multiforme che meriterebbe, come detto, un visione on stage.

L’ampliamento è di sicuro spessore culturale, costruito senza dubbio con abilità tecnica ma soprattutto con una spontaneità direi dionisiaca, scelta di fatto essenziale per quel miglior Jazz contemporaneo ben lontano da formalismi e dicerie mainstream.

Intendiamo scegliere e talvolta riscegliere alcune pièces ben collocate nella tracklist della nuova edizione: il trepidante blues di Meghiddo, l’improvvisazione collettiva in medio funky di Strike and Sing per i versi di “Ballad of the Long-Legged Bait” del tormentato poeta gallese Dylan Thomas, il Free de La fanfara della lunga marcia, visionario tema fluido e rapido sulle immagini alla Bukowski tratte da “Le foglie del decoro” di Jolanda Insana. Altro non sembra opportuno dire, rimandando per brevità alla nostra recensione di due anni fa.

Queste le nostre scelte di primo acchito, convinti che sia sempre la prima impressione a dominare gli slanci emozionali di chi ascolta, atto libero che probabilmente condividerebbe il sassofonista romano.

di Fabrizio Ciccarelli

Fonte: https://www.romainjazz.it/recensioni/887-new-strikers-the-songs-album.html